La compagna non ufficiale del Maggiore Ivan Matveyevitch (sebbene trattata come sua moglie). Figlia di un ufficiale medico, Marya è uno dei rari personaggi in grado di gestire una casa in una piccola fortezza nel mezzo di una linea del fronte, rimanendo amorevole e materna tra la ferocia militare e la distruzione. In mezzo a quell'ambiente militare grezzo, preserva il proprio onore, la purezza e la compassione. Si avvicina a Hadji Murat e persino a Butler con pietà; alla fine del romanzo, è la voce della coscienza, osservando la testa mozzata di Murat con disgusto e definendo i soldati russi come 'assassini'.
Sebbene i dettagli su come si sia legata al maggiore non siano forniti in modo approfondito, è noto che sia una donna leale cresciuta in condizioni difficili, onesta e che segue la propria coscienza. È lei che mantiene in ordine il Maggiore.
Con la sua alta statura, il viso lentigginoso, i lineamenti pieni e i folti capelli biondi pettinati all'indietro, si profila come una giovane e sana donna russa di provincia.
Butler
Il giovane ufficiale di cui elude le attenzioni, ma verso il quale nutre un affetto materno.
Hacı Murat
Il prigioniero stimato a cui tiene.
İvan Matveyeviç
Il compagno a cui è legata e di cui sopporta le tribolazioni.