Un'entità umanoide misteriosa, dall'aspetto grottesco e bizzarro, che rappresenta il tempo, la morte o addirittura il Diavolo stesso. Risiede nel castello come proprietario dell'ultimo orologio fabbricato da Mastro Zacharius (l'orologio del Castello di Andernatt), caratterizzato da pupazzi di ferro. Si reca a Ginevra e pone insidiosamente la condizione che Gérande gli venga ceduta. Sembra essersi impadronito della mente del mastro, di cui porta la condanna a morte, 'trasformando il tempo della vita in orologi che sono la cifra dell'esistenza'. È un demone simbolico che squarcia il confine tra vita e morte, Dio e il diavolo.
Non è chiaro da dove provenga o chi sia, ma è un'entità misteriosa che, secondo le dicerie, vive da secoli. Risiede nel Castello di Andernatt; è un demoniaco maestro d'orologeria capace di indossare la maschera di un nobile.
La sua testa enorme e schiacciata poggia su spalle larghe quanto la lunghezza del suo corpo, che non supera i tre piedi. Il suo fisico non differisce dal supporto di un orologio a pendolo; il suo petto oscilla come un pendolo. Un naso sottile e affilato come lo gnomone di una meridiana; denti frastagliati (che ricordano i denti di un ingranaggio) e braccia strane che ruotano come la lancetta di un orologio... È, per così dire, un orologio vivente, ticchettante e bizzarro.
Gérande
L'anima immacolata e la promessa sposa forzata su cui ha messo gli occhi per schiacciare del tutto la sua preda e contaminare la divina bontà.
Aubert Thün
L'insignificante innamorato di cui si fa beffe perché debole seppur coraggioso.
Zacharius Usta
La sua preda spirituale, caduta nelle sue mani a causa della propria superbia e con cui si trastulla miseramente come fosse un giocattolo.