
Namık Kemal
Risveglio (İntibah) è un'opera storica e psicologica scritta da Namık Kemal durante il suo esilio a Famagosta e pubblicata nel 1876, considerata il primo romanzo letterario della letteratura turca. Originariamente intitolata Sergüzeşt-i Ali Bey, l'opera si concentra sul disastro che colpisce un giovane inesperto a causa del suo amore per una donna di dubbia moralità.
L'ingenuo e ricco Ali Bey, privo di esperienza di vita, cade preda del fascino della perfida e ambiziosa Mehpeyker, decretando il proprio declino morale e ritrovandosi sul sottile confine tra depravazione e rovina. La bontà passiva della sua famiglia e dell'innocente concubina Dilaşub ingaggia una lotta spietata contro la malvagità attiva e distruttiva di Mehpeyker.
Istanbul; principalmente la collina di Çamlıca, le ville in riva al Bosforo, Beyoğlu, Edirnekapı e le vigne e i padiglioni di Scutari.
Ultimo quarto del XIX secolo (anni 1870).
Mentre all'inizio il romanzo presenta un'atmosfera romantica, luminosa e fresca, intrisa di primavera, natura e giovinezza, man mano che il protagonista cede alla passione assume un tono sempre più cupo, soffocante, oscuro e carico di tragedia. Le scene gioiose nei luoghi di svago di Çamlıca cedono progressivamente il passo a piani mortali e lacrime in squallide case di campagna.
Terza persona singolare didattica e onnisciente, che osserva gli eventi dall'esterno ma interviene di tanto in tanto per impartire lezioni morali dirette al lettore e criticare apertamente i personaggi.
Gli eventi si svolgono entro i confini morali e sociali della società ottomana del XIX secolo. L'onore della famiglia, la rettitudine morale e la reputazione rivestono una grande importanza, eppure nei luoghi di svago e nelle ville sul Bosforo queste regole vengono infrante per vivere clandestine avventure amorose. Le concubine sono considerate proprietà acquistabili e vendibili, tenute all'obbedienza verso i loro padroni. Chi semina il male prima o poi prepara la propria rovina; la giustizia divina o il destino annientano gli animi corrotti nelle stesse fosse che hanno scavato.
Un'epoca di transizione in cui la società ottomano-turca si trova sulla soglia dell'occidentalizzazione, dove nei palazzi signorili si scontrano vecchi e nuovi stili di vita e i luoghi di ritrovo (aree di svago, taverne, dimore clandestine) diventano poli di attrazione.
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Mentre Ali Bey vi si lega con passione ingenua, Mehpeyker lo sfrutta materialmente e moralmente. In seguito al rifiuto di Ali Bey, questa relazione si trasforma in un sanguinoso gioco di vendetta.
La dichiarazione esplicita di disgusto di Ali Bey dopo aver visto Mehpeyker, che lo tradisce, versare calici in una squallida casa di campagna.
Dilaşub ama Ali Bey con una dedizione pura fino alla morte. Ali Bey all'inizio è indifferente, poi inizia ad apprezzarla, ma a causa di una calunnia la umilia e la abbandona al suo destino.
Dilaşub che si getta ai piedi di Ali Bey sacrificando la propria vita per salvare quella di lui.
I disperati tentativi della madre di proteggere il figlio e il progressivo allontanamento di Ali Bey, che si trasforma in una figura ribelle e irrispettosa.
Fatma Hanım che sul letto di morte delira invocando il figlio, mentre Ali Bey non si presenta neppure al funerale della madre.
Mehpeyker è invidiosa di Dilaşub, che considera a lei superiore per bellezza e virtù, nutre un odio mortale verso di lei e considera la sua distruzione la più grande vendetta.
Mehpeyker che acquista con la forza Dilaşub dal mercante di schiavi, la umilia e infine pianifica la sua morte, sebbene poi avvenga per errore.
Abdullah Efendi esercita il controllo su Mehpeyker grazie al proprio potere economico; Mehpeyker sopporta questa ripugnante relazione per garantire il proprio benessere, manipolandolo di tanto in tanto.
L'accordo proposto da Abdullah Efendi: 'Avete sei mesi di tempo, divertitevi come volete con il vostro signorino... Ma allo scadere del tempo, voglio la mia parte'.
Atıf Bey è un uomo pragmatico e leale che conosce il mondo e cerca di impedire la tragica rovina di Ali Bey, ma rimane impotente dinanzi alla mancanza di volontà di quest'ultimo.
Il tentativo di Atıf Bey di aiutare Ali Bey inviandogli denaro in prestito per mesi.
Mesut Efendi, anziano saggio ed esperto della famiglia, cerca di scuotere e mettere in guardia Ali Bey riguardo a Mehpeyker, ma riceve in cambio solo insulti irrispettosi.
Il severo avvertimento di Mesut Efendi a Çamlıca: «Avrebbe dovuto capire che la sua amata fidanzata era una prostituta di scarto del popolo di Istanbul».
Il Croato è un docile strumento nelle mani di Abdullah Efendi, di cui esegue gli ordini solo per denaro e senza alcun dilemma morale.
Il Croato che nel capanno, scambiandola per Ali Bey, pianta senza alcuna esitazione il pugnale nel cuore di Dilaşub.
Fatma Hanım vede in Dilaşub sia un angelo custode per salvare il figlio, sia una figlia propria; benché arrivi a odiarla a causa di una calunnia, in fondo al cuore continua a credere nella sua purezza.
Il piano di Fatma Hanım di comprare la fanciulla dal mercante di schiavi e collocarla nella stanza del figlio per sottrarlo all'incantesimo di Mehpeyker.
Atıf Bey nutre un profondo rispetto per l'esperienza dello zio Mesut Efendi e, nelle situazioni difficili, si rivolge a lui per fare tesoro dei suoi consigli.
Atıf Bey che, una volta scoperta la verità su Mehpeyker, conduce concitato lo zio vicino alla fontana per farsela confermare.