È la figlia naturale di Mümin Dede e la moglie di Orozkul. La sua anima è diventata cupa a causa dell'umiliazione di non essere riuscita ad avere figli per anni, dell'etichetta di 'sterile' nella struttura tradizionale kirghisa e delle incessanti percosse che riceve dal marito. Non riesce a sfuggire alla vita miserabile che conduce; giorno dopo giorno, si abitua alla tirannia del marito e diventa complice del male partecipando ai suoi crimini attraverso l'alcol.
Desiderava ardentemente essere madre, con amore e nostalgia, e non c'è medico che non abbia visitato. Col tempo, l'infertilità è diventata un veleno che ha distrutto tutta la sua personalità, riducendola a una donna dipendente, persino ai piedi di suo padre.
È una donna con le sopracciglia aggrottate, il viso spesso livido e ingiallito dai disagi e dalla violenza, dall'aspetto stanco, affranto, bruna e molto più vecchia della sua età.
Çocuk
Il bambino che tende a ignorare, ma di cui di tanto in tanto si prende cura in quanto suo nipote carnale.
Orozkul
Il marito: al contempo il suo nemico e la sua rovina, dal quale però non riesce a separarsi.
Mümin Dede
Il padre devoto che per amor suo sopporta ogni sorta di angherie lavorando come guardaboschi.