Comandante in capo della Guerra d'Indipendenza, primo presidente della Grande Assemblea Nazionale della Turchia e fondatore della Repubblica di Turchia. Sbarcando a Samsun il 19 maggio 1919, accese la scintilla per la creazione di uno Stato-nazione indipendente dalle macerie dell'impero in collasso. Oltre al suo genio militare, combatté sia contro gli eserciti di occupazione delle Potenze Alleate sia contro il Sultano e il Califfo che li sostenevano, con un'immensa strategia politica e diplomatica. Implementò ogni fase della rivoluzione al momento opportuno e non esitò a separarsi persino dai suoi amici più stretti per amore dei suoi principi. Nel *Nutuk* (Discorso), spiegò alla sua nazione come questa patria unica fosse stata fondata, basandosi su documenti, con una logica incrollabile e responsabilità storica. È un rivoluzionario unico che non ha riconosciuto altra legittimità se non la sovranità del popolo.
Nato in Macedonia e diplomato all'Accademia Militare, è un ufficiale che ha combattuto personalmente nelle Guerre balcaniche, a Gallipoli e sui fronti del Caucaso e della Siria, osservando da vicino il collasso militare e civile del Paese. Vedendo il fallimento morale e politico del Sultanato e dell'amministrazione ottomana direttamente dalle parole e dagli atteggiamenti dei Sultani stessi, ha creduto nel suo cuore, fin dagli anni della guerra, che la nazione dovesse determinare il proprio destino.
Nel testo del Nutuk, le descrizioni fisiche di se stesso sono raramente fornite; tuttavia, in qualità di 'Gazi' e 'Maresciallo', viene immaginato come un leader rispettabile e carismatico dal portamento fiero, che mantiene sempre una gravità militare anche in abiti civili e che domina l'ambiente circostante con la sua presenza. Possiede una tempra fisica abbastanza forte da rimanere alla guida del suo esercito nonostante le costole rotte durante la Battaglia di Sakarya.
Çerkez Ethem
Il capo ribelle della milizia che ha prontamente stroncato e dichiarato traditore della patria non appena ha disobbedito agli ordini.
Damat Ferit Paşa
L'arcinemico, incarnazione del tradimento verso la nazione e del servilismo verso il sultano.
Kâzım Karabekir Paşa
Il comandante che lo aveva sostenuto fin dai tempi di Erzurum, ma da cui in seguito si allontanò e che finì per contrastare a causa di divergenze sulla visione repubblicana.
İsmet Paşa (İnönü)
Il suo unico confidente e compagno d'armi di cui si fidava ciecamente, investito dei pieni poteri sia nell'arena politica che in quella militare.
Rauf Bey (Hüseyin Rauf Orbay)
Suo alleato all'inizio della Lotta Nazionale, ma divenuto un rivale politico dalla mentalità conservatrice, con cui i rapporti si incrinarono durante il processo delle riforme rivoluzionarie.