Il temuto Zaptiye Nazırı (Ministro della Polizia) dell'era di Abdulhamid II. È legato da assoluta lealtà allo Stato e al Sultano. Come protettore del regime oppressivo, ha torturato ed esiliato molte persone (incluso Tevfik). Tuttavia, dietro il suo volto politico selvaggio e terrificante, c'è un pascià colto, giusto ed elegante all'interno della propria dimora. Apprendendo che il suo unico figlio Hilmi è un Giovane Turco (un ribelle costituzionalista), si rivela uno statista severo che non esita a denunciare persino il proprio figlio.
Un tempo statista che aveva pienamente abbracciato la vecchia cultura ottomana e possedeva gusto ed eleganza, è stato ridotto a una mera macchina per 'punizioni ed esili' tra le ansie del Sultano e la corruzione del sistema. È diventato nemico di suo figlio Hilmi, vedendolo come un pericolo per il suo Stato.
Di corporatura imponente, intimidatorio e alto. Ha baffi neri cadenti, una barba leggermente ingrigita e occhi color nocciola celestino. Un uomo maestoso paragonato a un 'aquila' per via del naso, o a un 'bulldog' quando è in servizio.
Hilmi
Il proprio figlio naturale, con cui ha reciso ogni legame considerandolo un nemico dello Stato e che gli procura una cocente e dolorosa delusione.
Rabia
La ragazza che ama e protegge come una figlia, avendo trovato in lei quella lealtà e quell'arte tradizionale che non è riuscito a scorgere nel proprio figlio Hilmi.
Tevfik
Un modesto bottegaio che disprezza, ritenendolo un pericolo per il regime, e nei cui confronti è diviso tra il dovere d'ufficio e la clemenza per riguardo verso la figlia Rabia.
Sabiha Hanım
La fedele consorte con cui non condivide i segreti dei suoi affari di Stato, ma nella cui vita coniugale trova serenità.
İkinci Mabeyinci
Il suo rivale nella gerarchia di palazzo, con cui però condivide la medesima affinità culturale; un pari grado rispetto al quale si trova a volte al di sopra e a volte al di sotto nella contesa per ingraziarsi il sovrano.