Figlio illegittimo di Lizaveta Smerdjaščaja, la folle della città. Circolano voci molto forti sul fatto che sia figlio di Fëdor Pavlovič; infatti, Fëdor lo tenne vicino a sé, assicurandosi che diventasse il cuoco di casa anziché fornirgli un'istruzione. Sin dalla giovinezza, ha mostrato una natura sadica e arrogante, non amando nessuno, silenzioso e traendo piacere dal torturare gli animali. Nonostante sia stato cresciuto con misericordia dal servitore Grigorij e da sua moglie Marfa, li tratta solo con odio. È un tipo malaticcio (soffre di epilessia) ma mentalmente astuto e profondamente corrotto.
La folle Lizaveta, nota per la sua pietà frenetica e la sua selvatichezza, lo diede alla luce nel bagno pubblico mentre moriva e lo abbandonò; fu cresciuto in casa come figlio adottivo dal servitore Grigorij. Da bambino amava impiccare i gatti e non dimenticò mai le percosse ricevute dal suo maestro per questo. Andò a scuola di cucina a Mosca e tornò come un damerino.
Ventiquattrenne, il suo viso è molto più rugoso e cereo rispetto alla sua età. Ha un'espressione sgradevole che ricorda quella degli antichi eunuchi (Skopcy). Si prende molta cura di sé; gira spruzzato di profumo e pomata, indossando una redingote elegante e stivali inglesi ben lucidati.
Grigori
L'uomo pio che, pur avendolo cresciuto ed educato, egli odia e cerca di ridicolizzare in materia di fede alla prima occasione.
Fyodor Pavloviç
Il vecchio padrone che gli affida il denaro della cassaforte, le faccende di cucina e tutti i suoi segreti; colui che è risaputo essere suo padre, ma che egli disprezza.
İvan Fyodoroviç
La mente davanti alla quale cerca di mettersi alla prova e dalla cui intelligenza filosofica brama approvazione, considerandolo segretamente il proprio maestro.