Il nono reparto di chirurgia — 7 karakter
Dottor Ragıp
Un medico di successo di circa 35 anni che vuole sposare Nüzhet, padrone della sua professione e con una situazione finanziaria stabile. Rappresenta 'l'età adulta, il potere e la salute' per Nüzhet e per il giovane protagonista. Incarna la borghesia di Istanbul, possedendo un'intelligenza diretta e razionale, estranea ai conflitti interiori che sono al centro del mondo del narratore.
Il giovane senza nome (Il ragazzo malato)
Un giovane di quindici anni estremamente sensibile che soffre di tubercolosi ossea dall'età di otto anni ed è cresciuto negli ospedali. La malattia di sette anni alla gamba ha plasmato tutta la sua infanzia e personalità. È perdutamente innamorato di Nüzhet, la figlia del suo lontano parente, il Pascià, a Erenköy. Oscilla tra la realtà buia e terrificante dell'ospedale e il mondo allegro e pieno di bugie della villa. Alla fine, di fronte al pericolo di perdere la gamba, viene ricoverato nel Nono Reparto di Chirurgia e diventa completamente isolato dagli altri.
Nüzhet
Diciannovenne, vive nella villa del ricco parente (il Pascià) a Erenköy. È l'amore e l'ossessione del narratore. Ha un temperamento allegro e vivace, ed è lontana dal percepire gli eventi con la profondità provata dal narratore. È combattuta tra il brillante Dottor Ragıp, che la corteggia, e il malato, sofferente 'ragazzo malato' con cui ha un legame spirituale, ma è influenzata soprattutto dalla volontà della sua famiglia (specialmente della madre), il che la porta a un conflitto tra logica ed emozione.
Il chirurgo
Il chirurgo capo del reparto di chirurgia dell'ospedale (Il nono reparto di chirurgia). Supervisiona il trattamento di sette anni del giovane senza nome. Rappresenta il medico esperto profondamente dedito alla sua professione, severo all'esterno ma che porta una profonda compassione dentro di sé.
Pascià
Il padre di Nüzhet. Ama il protagonista, un lontano parente che ha protetto e curato fin dall'infanzia, e gli piace sedersi a leggere vecchi romanzi polizieschi con lui. Un ufficiale/burocrate in pensione. Un uomo paterno e ben intenzionato, ma debole di carattere; in definitiva, è qualcuno che ama proteggere lo status della sua famiglia e si schiera con la moglie riguardo alla diffusione della malattia e ai giudizi sociali.
Peyami Safa
Peyami Safa nacque il 2 aprile 1899 nel quartiere istanbuliota di Gedikpaşa. Il nome glielo diede il poeta Tevfik Fikret, amico del padre. Il padre, İsmail Safa, poeta della cerchia di Servet-i Fünun, morì a Sivas, dove lo aveva confinato il governo di Abdülhamid II: Peyami aveva un anno e mezzo. La madre, Server Bedia Hanım, crebbe i due figli nella miseria. La tubercolosi ossea comparsa a nove anni nel braccio destro gli fece passare gran parte dell'infanzia nei corridoi degli ospedali, e non riuscì a terminare il liceo di Vefa, in cui era entrato nel 1910. Continuò a istruirsi da solo e imparò il francese per conto proprio. A diciotto anni insegnava in una scuola e negli anni di guerra lavorò all'amministrazione delle poste. I racconti pubblicati sotto il titolo Racconti del secolo su Yirminci Asır, il giornale che faceva con il fratello maggiore İlhami, gli procurarono i primi lettori. Poi la penna divenne il suo mestiere, su testate come Tercüman-ı Hakikat, Cumhuriyet e Tan; da quella necessità nacquero i romanzi popolari firmati Server Bedi e la serie di Cingöz Recai. La nona corsia di chirurgia (Dokuzuncu Hariciye Koğuşu), uscita nel 1930, trasformò in racconto il dolore di un'infanzia malata e segnò la svolta. Un anno dopo, in Fatih-Harbiye, diede alla tensione tra Oriente e Occidente il volto concreto di una ragazza sospesa fra due quartieri di Istanbul. Le polemiche aspre con Nâzım Hikmet, con cui un tempo aveva scritto fianco a fianco, lo collocarono su un fronte di idee che tenne fino alla fine; nel 1953 fondò la rivista Türk Düşüncesi. Scrisse senza interruzione per quarantatré anni. Portò insieme nel romanzo turco l'analisi psicologica, il monologo interiore e la discussione delle idee, e si spinse oltre in La poltrona di mademoiselle Noraliya e Siamo soli. Non si riprese dalla morte del figlio Merve, mancato durante il servizio militare: morì a Istanbul il 15 giugno 1961 e fu sepolto a Edirnekapı.
Zia (Madre di Nüzhet)
È la moglie del Pascià e la madre di Nüzhet. È una figura dominante che dà grande importanza alla ricchezza materiale e alla reputazione. Sostiene senza riserve l'interesse del Dottor Ragıp per sua figlia. Per tenere Nüzhet lontana dal narratore, esercita pressioni rivelando che la malattia del giovane potrebbe essere contagiosa ('Germi'), costruendo così una grande barriera tra loro.