
J.R.R. Tolkien
Scritto da J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli è un capolavoro del fantastico che racconta l'epico viaggio intrapreso dallo hobbit Frodo Baggins e dai suoi amici per distruggere l'"Unico Anello", creato dall'oscuro signore Sauron per dominare la Terra di Mezzo, concentrandosi sui temi dell'amicizia, del coraggio e del sacrificio. Poiché l'Anello corrompe e schiavizza chi lo porta, la storia è incentrata sulla grande guerra tra il bene e il male.
L'Unico Anello destinato a dominare il mondo, necessario all'Oscuro Signore Sauron per completare il proprio potere, finisce nelle mani di Frodo Baggins, uno hobbit pacifico e alieno alla guerra. Lottando contro l'influenza seducente dell'Anello e braccato dagli spietati Cavalieri Neri (Nazgûl), Frodo è costretto a mettersi in cammino per portare l'Anello al sicuro a Gran Burrone e assicurarne la distruzione.
Geografia della Terra di Mezzo nord-occidentale. Tra i luoghi principali figurano la Contea (Casa Baggins a vicolo Cieco), il villaggio di Bree e la locanda del Puledro Impennato, la Vecchia Foresta, Colle Vento e la valle di Gran Burrone (Rivendell), rifugio di Elrond.
Fine della Terza Era della Terra di Mezzo (all'incirca tra gli anni 3001 e 3018 T.E.).
Verso la fine della Terza Era della Terra di Mezzo, domina un'atmosfera malinconica, tesa ed epica, permeata da una dimensione leggendaria ancestrale e dall'incombere di un'Oscura minaccia. La storia conduce il lettore dalla quiete pastorale della Contea fino alle inquietanti atmosfere di terre selvagge, foreste oscure e antiche rovine.
Un narratore eterodiegetico onnisciente in terza persona che richiama a tratti le grandi cronache, i miti e le leggende delle ere passate, mantenendo però sempre il punto focale sulla percezione limitata e sui conflitti interiori dei piccoli protagonisti (in particolare di Frodo).
Nella Terra di Mezzo coesistono Uomini, Elfi, Nani, Hobbit e svariate creature mitologiche. La magia non è un'abilità ordinaria, bensì una profonda forza di volontà insita in oggetti leggendari, creature ancestrali e nella natura stessa. Manufatti potenti come l'Unico Anello possiedono una propria volontà oscura, capace di manipolare le menti circostanti nel tentativo di tornare al loro legittimo padrone, Sauron.
Sullo sfondo di una storia oscura e ormai dimenticata, l'opera è ambientata in un'epoca in cui i grandi regni hanno ceduto il passo a rovine e a Raminghi erranti. Gli hobbit conducono un'esistenza rurale e appartata, ignari di gran parte del vasto mondo, dediti al buon cibo, alle bevande e alle comodità. Gli Elfi stanno lentamente abbandonando la terra, incarnando una malinconica saggezza.
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Gandalf è per Frodo una fonte di profondo rispetto e saggezza. Nei momenti difficili, Frodo cerca costantemente la presenza o i consigli di Gandalf. Nei rapporti di forza, Gandalf rappresenta l'autorità saggia per eccellenza.
Quando Frodo apprende la spaventosa verità sull'Anello, la sua prima reazione è implorare la saggezza di Gandalf in cerca di salvezza e consiglio.
La devozione di Sam verso Frodo è sconfinata e nessun pericolo può allontanarlo dal suo padrone. Frodo, pur desiderando proteggere Sam, ha un disperato bisogno del suo sostegno e della sua incrollabile lealtà.
Al risveglio di Frodo a Gran Burrone, Sam non si è mai allontanato dal suo capezzale e scoppia in lacrime di sollievo.
Frodo ha ereditato da Bilbo non solo la casa, ma anche il legame con il bizzarro mondo esterno e la sua oscura eredità. Tra loro vi è un affetto profondo e una forte affinità.
Nelle Tumulilande e nelle foreste insidiose, Frodo richiama continuamente alla memoria gli insegnamenti, i canti e gli avvertimenti di Bilbo.
Mentre all'inizio Frodo lo accosta con profondo sospetto e timore, Granpasso svela gradualmente la sua misteriosa identità, diventando la più solida garanzia per la sopravvivenza dello hobbit.
Dopo il diffidente incontro iniziale al Puledro Impennato, conquista la fiducia di Frodo e, quando quest'ultimo viene ferito a Colle Vento, Granpasso si adopera con ogni mezzo per tenerlo in vita.
Sam, diffidente per natura, considera a lungo Granpasso un pericolo. Tuttavia, man mano che la lealtà di Aragorn viene dimostrata, finisce per riconoscerlo come un saggio compagno di viaggio per il suo padrone.
A Brea Sam vorrebbe rifiutare categoricamente la guida di Granpasso, ma con il tempo, dopo il ferimento di Frodo, finisce per affidarsi alle sue cure guaritrici.
Merry è un compagno solido, abbastanza perspicace da decifrare i piani di Frodo con largo anticipo e risoluto a non lasciarlo solo. Il loro legame è paritario e solidale.
La confessione di Merry di essere a conoscenza dell'Anello da tempo, rivelando la determinazione a partire con Frodo nonostante il pericolo.
Pippin è l'hobbit più giovane, allegro, sfacciato e talvolta sconsiderato. Mentre Frodo cerca di proteggerlo, Pippin scopre la propria tempra nelle circostanze avverse.
Al Puledro Impennato, Pippin parla a vanvera menzionando Bilbo, costringendo Frodo a improvvisare una pericolosa messinscena per metterlo a tacere.
Tom è un testimone soprannaturale del tutto immune al potere seduttivo dell'Anello, offrendo a Frodo una sicurezza assoluta. Frodo nutre per lui una sconfinata ammirazione, rispetto e meraviglia.
Lo stupore di Frodo quando Tom indossa l'Anello senza diventare invisibile, facendolo anzi ruotare sul dito come un giocattolo.
Mentre Sam nutre una profonda fascinazione per il mondo esterno e per gli elfi, Ted rappresenta il tipico hobbit dalla mentalità ristretta, che chiude gli occhi su tutto ciò che va oltre i confini della Contea.
Durante la conversazione al Drago Verde, Sam discute difendendo la partenza degli elfi contro Ted, che liquida le leggende come sciocchezze.
Gandalf conosce la sincerità del locandiere, ma non ne tollera la sbadataggine. Il locandiere, dal canto suo, teme profondamente lo stregone pur considerandolo un amico.
La confessione intimorita e piena di vergogna di Cactaceo, che ammette di essersi completamente dimenticato di consegnare a Frodo la lettera lasciata da Gandalf.