
J.K. Rowling
Harry Potter e la pietra filosofale è il primo libro della celebre saga di J.K. Rowling (1997). Segue la storia di Harry, che scopre di essere un mago e inizia a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, dove stringe amicizie e intraprende un'avventura per proteggere la leggendaria pietra filosofale, che dona l'immortalità, dal mago oscuro Lord Voldemort.
Il percorso di Harry Potter, un bambino orfano e disprezzato, alla scoperta della propria vera identità e il suo ingresso nel mondo della magia, dove è costretto a fare i conti con l'eredità del Signore Oscuro Voldemort, un mago temuto persino nel pronunciare il nome, che aveva tentato invano di ucciderlo quando era ancora in fasce.
Inghilterra: all'inizio la noiosa e monotona Privet Drive numero 4 a Little Whinging, nel Surrey, sobborgo di Londra; poi la capanna sullo scoglio in mezzo al mare in tempesta, il Paiolo Magico a Londra, la via segreta dello shopping Diagon Alley e il magico Binario Nove e Tre Quarti alla stazione di King's Cross.
Primi anni '90 (costruito sul contrasto tra gli elettrodomestici moderni ma pre-millennio di Privet Drive, come televisione, videoregistratore e videogiochi, e l'atmosfera vittoriana, più gotica, fatta di pergamene e treni a vapore del mondo magico).
Un'atmosfera misteriosa in cui oscuri segreti e possibilità magiche si celano dietro l'ordinarietà quotidiana, impreziosita da una curiosità crescente e da una catena di eventi straordinari. Domina un clima carico di speranza ma al tempo stesso inquietante, generato dalla transizione dal soffocante e noioso mondo babbano a un universo fantastico estremamente vivido, pericoloso e ricco di dettagli.
Narratore in terza persona a focalizzazione interna limitata. Nel primo capitolo, il racconto presenta gli eventi dal punto di vista di Mr. Dursley offrendo un approccio esterno alle anomalie dell'universo narrativo, per poi concentrarsi interamente sul mondo interiore, i pensieri e le osservazioni di Harry Potter, permettendo al lettore di scoprire il mondo magico insieme a lui.
La magia è un'abilità innata che deve tuttavia essere coltivata tramite invito epistolare in accademie come Hogwarts. Il mondo magico è celato a quello dei Babbani (le persone ordinarie prive di poteri magici) in conformità allo Statuto Internazionale di Segretezza ed è supervisionato dal Ministero della Magia. I maghi comunicano tramite animali (prevalentemente gufi), custodiscono il proprio denaro (Galeoni, Falci, Zellini) in banche gestite da folletti come la Gringott e sono sempre le bacchette a scegliere il proprio mago.
Sussiste un netto contrasto tra la rigida cultura della classe media britannica (rappresentata dai Dursley), ossessionata dalle apparenze, dall'opinione dei vicini e dal rifiuto categorico di ogni fantasia, e la chiusa comunità dei maghi britannici, fiera delle proprie bizzarrie, delle regole tradizionali, dell'abbigliamento eccentrico e degli illustri lignaggi magici.
I personaggi sono disposti a intervalli regolari su un cerchio; clicca sulle linee per scoprire il tipo di relazione e la sua dinamica.
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Spaventato dal potenziale magico di Harry, lo zio Vernon cerca di sottometterlo esercitando su di lui una pressione fisica e psicologica. Più che paura, Harry sviluppa una capacità di sopportazione e un sarcasmo silenzioso. Con l'arrivo delle lettere, man mano che Vernon perde il controllo, l'impulso di ribellione e di liberazione in Harry cresce in modo direttamente proporzionale.
Harry ignora le rigide imposizioni dello zio Vernon quando questi gli intima di pettinarsi, deridendo interiormente i suoi comportamenti.
Petunia proietta indirettamente su Harry la profonda invidia e il risentimento nutriti verso i poteri magici della sorella Lily. Tratta Harry non come un consanguineo, ma come una macchia indesiderata all'interno della casa. Agli occhi di Petunia, le origini del ragazzo sono motivo di vergogna ed ella cerca continuamente di reprimerlo.
L'insofferenza di Petunia verso la presenza fisica e la diversità di Harry, manifestata al punto da tagliargli i capelli a zero con le forbici da cucina.
Forte dell'appoggio dei genitori, Dudley usa Harry come proprio sacco da boxe personale e zimbello. Harry sopravvive muovendosi più in fretta di lui ed evitando gli scontri fisici. Con l'arrivo di Hagrid e l'emergere dei poteri magici di Harry, il dominio dispotico instaurato da Dudley va in frantumi, lasciando il posto al terrore.
Allo zoo, Dudley colpisce Harry alle costole con un pugno facendolo cadere per vedere il serpente, salvo poi rimanere terrorizzato quando il vetro del rettilario scompare.
Hagrid è la figura fondamentale che strappa Harry a un mondo privo d'amore, colmando il vuoto genitoriale e guidando i suoi primi passi nel mondo magico. È estremamente compassionevole e protettivo nei confronti di Harry, il quale ricambia riponendo subito in lui una fiducia incondizionata. Tra i due si instaura un legame caloroso, autentico e sincero.
Hagrid che porge a Harry con un pizzico di timidezza la torta al cioccolato fatta con le sue mani per il compleanno del ragazzo, con sopra la scritta «Buon compleanno Harry».
Tra i due intercorre una profonda stima reciproca e una solida amicizia professionale. Mentre la McGranitt mostra un lato più ansioso, ligio alle regole ed emotivamente trasparente, Silente mantiene sempre un contegno più calmo, enigmatico e saggio. Sebbene all'apparenza diversi, agiscono all'unisono di fronte alle grandi avversità.
La scena a Privet Drive in cui la McGranitt si commuove fino alle lacrime lasciando il piccolo Harry, mentre Silente annuisce con tristezza confortandola con fare rassicurante.
Vernon Dursley teme e detesta profondamente la bizzarria fantastica e la natura incontrollabile del mondo rappresentato da Hagrid. Hagrid, dal canto suo, non può perdonare la grettezza di Vernon e i maltrattamenti inflitti a Harry. La tensione fra i due non si risolve attraverso lo status o gli scambi verbali, bensì con la pura forza bruta e l'intimidazione.
La reazione furibonda di Hagrid quando Dursley insulta Silente, culminata nel far spuntare una coda da maiale a Dudley per mezzo del suo ombrello rosa.
Un legame che nasce per puro caso condividendo lo stesso scompartimento sull'Espresso per Hogwarts. Mentre Harry prova una certa inquietudine per la propria ignoranza riguardo al mondo magico, Ron fa i conti con le ristrettezze economiche e il senso di inferiorità dovuto alla lunga sfilza di fratelli maggiori. Tuttavia, la condivisione spontanea dei dolci e la confidenza dei propri segreti annullano queste differenze, ponendo le basi per un'amicizia autentica.
Il gesto di Harry di condividere generosamente e senza alcuna pretesa con Ron i dolci e le sfogliatelle comprate dal carrello, rompendo così il ghiaccio tra loro.
L'atteggiamento saccente, presuntuoso ed eccessivamente ossequioso verso le regole di Hermione risulta oltremodo irritante per Ron, che è insicuro e cerca solo di divertirsi. Hermione giudica apertamente il goffo tentativo di magia di Ron, dando origine a una dinamica tesa ma comica.
Hermione che scruta con aria critica l'incantesimo fallito di Ron per far diventare giallo Crosta, chiedendosi ad alta voce se si tratti davvero di una magia.
Harry prova stupore e un leggero senso di soggezione di fronte alla parlantina svelta di Hermione, alla sua aria saputa e alla disinvoltura con cui afferma di aver letto il suo nome sui libri. Tuttavia, la osserva in silenzio; sebbene non ci sia alcuno scontro, si percepisce un momentaneo senso di estraneità.
Harry che si chiude nel silenzio per nascondere il proprio disorientamento dopo che Hermione gli dice di sapere già tutto su di lui grazie ai libri.
I modi intimidatori, misteriosi e insolitamente ravvicinati di Olivander incutono un brivido a Harry. Tuttavia, il processo con cui la bacchetta sceglie Harry instaura tra loro un senso di complicità cosmica e ineluttabile. Le profezie di Olivander sul destino di Harry risultano inquietanti.
I brividi provati da Harry quando il signor Olivander gli sfiora la cicatrice a forma di saetta sulla fronte, ricordando di essere stato proprio lui a vendere la bacchetta che gliel'ha procurata.
Petunia non ha mai perdonato ai propri genitori di aver elogiato Lily per il fatto di essere una strega. L'essere una persona comune ha alimentato nel suo subconscio un continuo senso di esclusione, trasformatosi per reazione in un odio fanatico verso la magia e chi la pratica. La figura leggendaria di Lily è il tabù più delicato di Petunia.
Lo sfogo rabbioso di Petunia davanti ad Hagrid, in cui definisce la sorella «un mostro» e vomita tutto il proprio rancore per come i genitori la portassero sul palmo di mano.
Sebbene non si siano ancora incontrati di persona, Harry vive sotto l'ombra di Voldemort a causa della cicatrice sulla fronte e delle cupe leggende che lo circondano. La sola menzione del suo nome evoca involontariamente in Harry la visione di un lampo verde e di una risata stridula. Questa inimicizia è un legame oscuro che suggerisce che nessuno dei due potrà vivere appieno finché l'altro sopravvive.
Il ricordo improvviso di una luce verde accecante e di una risata gelida che affiora nella mente di Harry non appena Hagrid pronuncia il nome di Voldemort.