
Alexandre Dumas
Il Conte di Montecristo, scritto nel 1844 dall'autore francese Alexandre Dumas, è uno dei classici più famosi della letteratura mondiale. Esplora principalmente i temi del tradimento, dell'ingiustizia, della vendetta e della giustizia.
La lotta di Edmond Dantès, un giovane marinaio ingenuo, onesto e pieno di speranze, ingiustamente condannato all'ergastolo a causa di un vile complotto ordito dai suoi rivali professionali e amorosi; grazie all'aiuto di un abate conosciuto in prigione, egli viene istruito, entra in possesso di un'immensa fortuna e intraprende la sua battaglia per regolare i conti con coloro che lo hanno tradito.
Francia meridionale (città di Marsiglia, villaggio dei Catalani), isole del Mediterraneo (Elba, Montecristo, Tiboulen), sotterranei del Castello d'If e Parigi (Palazzo delle Tuileries).
1815 (alla vigilia del ritorno di Napoleone) e il periodo successivo fino al 1829 (inclusi la Restaurazione e i Cento Giorni).
Un'atmosfera cupa, carica di tensione, dominata da un profondo senso di ingiustizia e disperazione; tuttavia, con l'evasione dalla prigione e la scoperta del tesoro, essa assume toni epici e misteriosi, plasmati dalla vendetta, dalla rinascita e dalla giustizia divina.
Narratore onnisciente in terza persona singolare, a conoscenza dell'intera interiorità dei personaggi, del vasto quadro degli eventi politici e dei legami tra passato e futuro degli avvenimenti.
Vige un ordine sociale spietato e opportunista, in cui le fazioni politiche (bonapartisti e realisti) si alternano continuamente al potere, il denaro e l'influenza piegano la giustizia, e l'intelletto razionale unito al potere materiale detta le regole.
La Francia dei primi anni del XIX secolo; un clima politico e sociale tempestoso in cui l'aspra faida tra i fedeli alla monarchia e i sostenitori dell'imperatore (i bonapartisti) diventa il pretesto per reciproche delazioni nella vita civile.
I personaggi sono disposti a intervalli regolari su un cerchio; clicca sulle linee per scoprire il tipo di relazione e la sua dinamica.
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L'abate Faria non solo insegna a Dantès le lingue, la scienza e la filosofia, ma gli trasmette anche la lucidità analitica per comprendere il complotto e gli lascia in eredità il tesoro che gli cambierà la vita. Con la morte di Faria, Dantès ne raccoglie gli ideali e il lascito.
Faria che abbraccia Dantès come un figlio di prigionia, dicendogli: «Giuro sul sangue di Cristo che non vi lascerò finché non sarete morto!»
Nonostante l'amore profondo e appassionato di Dantès, i quattordici anni di ingiusta prigionia infrangono la speranza di Mercédès. Separati alla vigilia delle nozze, questo distacco diventa una delle ferite più profonde che distruggono l'innocenza nell'animo di Dantès.
Dantès che, mentre viene condotto in prigione e scompare all'orizzonte, grida: «Ci rivedremo, Mercédès!», e in seguito pronuncia nel delirio il suo nome sull'orlo della follia.
La gelosia professionale ed egoistica di Danglars verso Dantès, in procinto di diventare capitano in giovane età, lo spinge a scrivere una lettera anonima di delazione. Quando Dantès, grazie a Faria, comprende questo tradimento, pone Danglars al centro del suo disegno di vendetta.
Danglars che lancia occhiate di sbieco a Dantès con occhi scintillanti di rancore, mentre ordisce la lettera di denuncia scritta con la mano sinistra.
Fernand, a causa del suo amore morboso per la cugina Mercédès, desidera più di ogni altra cosa la scomparsa di Dantès. Diventa l'esecutore volontario del piano di Danglars, spinto unicamente dalla gelosia.
Fernand il catalano che, durante il banchetto nuziale di Dantès, stringe con una scossa tremenda l'elsa del suo coltello con il volto sbiancato.
Villefort è convinto dell'innocenza di Dantès, ma scoprendo che la lettera bonapartista recapitata dal giovane è indirizzata a suo padre Noirtier, sacrifica spietatamente il ragazzo alle segrete del Castello d'If pur di proteggere la propria carriera, la vita e il proprio matrimonio.
Villefort che brucia la lettera compromettente, inganna Dantès e lo spedisce in prigione pensando tra sé e sé: «Quest'uomo deve essere annientato».
Morrel sa che Dantès è un giovane straordinario e gli promette il comando della nave. Anche dopo l'arresto di Dantès, rischia la propria vita pur di salvarlo, sfidando apertamente le autorità politiche.
Il fatto che il signor Morrel si sia presentato davanti a Villefort per implorare pietà per Dantès persino durante il periodo in cui i monarchici erano al potere.
Danglars ordisce a sangue freddo il complotto e le sue basi; Fernand, ambizioso ma dall'ingegno limitato, si presta a questo crimine solo per ottenere Mercedes.
Danglars che, dopo aver fatto ubriacare Caderousse e provocato Fernand all'osteria, scrive la lettera di delazione lasciandola deliberatamente sul tavolo.
Villefort è un fervente monarchico; suo padre Noirtier è un accanito bonapartista. Villefort è costretto a lottare costantemente contro l'ideologia del padre per raggiungere i propri scopi politici, eppure suo padre gli salva indirettamente la vita.
Il fatto che Villefort offra la propria lealtà al re, mentre Noirtier è coinvolto nell'omicidio di una spia a Parigi, e che Villefort insabbi la lettera in cui compare il nome di suo padre.
Mercedes ama Fernand solo come un fratello; tuttavia, tra le voci sulla morte di Dantès e il senso di solitudine, finisce per arrendersi e si rassegna a legare la propria vita a quella di Fernand.
La disponibilità di Fernand a mettere a ferro e fuoco il mondo per il suo amore, nonostante Mercedes affermi che «una donna non può rimanere onesta se ama un uomo diverso dal proprio marito».
Jacopo salva Dantès dal mare mentre è sul punto di morire. Dantès nutre per lui una profonda amicizia e riconoscenza, diventando a bordo quasi una figura di maestro grazie al proprio sapere.
Dantès che insegna a Jacopo a consultare le carte nautiche e a leggere il cielo a bordo della nave; Jacopo che si dimostra pronto a sacrificare la propria quota per Dantès ferito.
Caderousse, pur non tramando direttamente contro Dantès, assiste ubriaco al tradimento e, a causa della propria viltà, rimane in silenzio acconsentendo indirettamente alla rovina della vita di Dantès.
Mentre all'osteria sostiene di essere leale a Dantès, crolla addormentato per l'ebbrezza e in seguito si piega per paura a quanto imposto da Danglars invece di dare l'allarme.