
Mario Puzo
Il Padrino, scritto da Mario Puzo, è uno dei più grandi capolavori della letteratura americana e della cultura popolare. Il libro racconta i meccanismi interni, le lotte di potere e i vincoli di lealtà all'interno di una potente famiglia mafiosa italiana a New York.
Fedele ai valori tradizionali e contraria a entrare nel giro del narcotraffico, la famiglia Corleone viene trascinata in una sanguinosa guerra contro famiglie mafiose rivali come i Tattaglia e i Barzini, decisi a conquistare questo nuovo mercato. In questo contesto, il conflitto principale è costituito dalla lotta per la sopravvivenza della famiglia e dal sanguinoso passaggio di potere al figlio minore Michael, eroe di guerra che aveva cercato di tenersi lontano dal mondo della mafia.
New York City (Long Beach, Bronx, Manhattan), Hollywood, Las Vegas e Sicilia (Palermo e Corleone).
L'immediato secondo dopoguerra, il 1945 e gli anni successivi.
Un'atmosfera cupa, pericolosa, intrisa di segreti mortali e tradimenti; ma allo stesso tempo pesante e tesa, dominata dall'onore, dal rispetto e da forti legami familiari.
Terza persona singolare onnisciente e oggettiva, che narra gli eventi addentrandosi nel mondo interiore dei diversi personaggi.
La famiglia viene prima di tutto. Non andare mai dalla polizia né collaborare con essa. Non rivelare mai le tue reali intenzioni ai nemici. Il tradimento è punito categoricamente con la morte. Donne e bambini devono essere tenuti lontani dagli atti di violenza e gli affari non vanno mai discussi con loro. I favori resi agli amici vengono riscossi a tempo debito come debiti di lealtà.
La tradizionale cultura italo-siciliana degli immigrati, la struttura patriarcale e la malavita americana in cui la fede cattolica si intreccia con la violenza e l'etica mafiosa.
I personaggi sono disposti a intervalli regolari su un cerchio; clicca sulle linee per scoprire il tipo di relazione e la sua dinamica.
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All'inizio Michael sceglie di tenersi alla larga dagli affari oscuri della famiglia e Vito rispetta questa sua scelta. Tuttavia, dopo l'attentato a Vito, quando Michael entra nella spirale della violenza per salvare la famiglia, il loro rapporto si trasforma in un rispettoso passaggio di consegne. Alla fine, Michael eredita l'intelligenza strategica del padre, diventando un Don perfetto che ne pianifica la vendetta.
Mentre Vito vuole che Michael si sottoponga a un intervento di chirurgia plastica per sistemarsi il volto, l'affermazione di Michael 'Voi non avete alcun ruolo in questo, me ne assumo io la responsabilità' dimostra l'avvenuto passaggio di potere.
Mentre Kay rappresenta l'americana comune e rispettosa delle regole, Michael incarna le spietate realtà della malavita. Anche se all'inizio Michael cerca di essere onesto con lei, con il tempo è costretto a nasconderle gli affari di famiglia. Pur comprendendo la vera natura del marito, Kay gli si sottomette per amore e impara a tacere come le donne italiane della famiglia.
Quando Kay comprende che Michael ha fatto uccidere Carlo scoppia in lacrime, ma accetta la situazione pregando in chiesa per il suo perdono.
Vito ha tolto Tom dalla strada, lo ha fatto studiare e lo ha reso il consigliere principale della famiglia. Nonostante tra loro non vi sia un legame di sangue, esiste una profonda lealtà. Tuttavia, quando arriva il momento della guerra, emerge che Tom, di origini irlandesi e tedesche, non può essere spietato quanto un siciliano. Tom rappresenta sempre il volto razionale di Vito.
Dopo la riunione di pace, Vito dice a Tom in italiano 'Sei stato un buon figlio per me', dimostrandogli il suo profondo affetto e la sua gratitudine.
Sonny, essendo il membro più duro e impulsivo della famiglia, all'inizio sottovaluta il coinvolgimento di Michael negli affari. Tuttavia, quando vede che Michael è abbastanza freddo e spietato da pianificare l'omicidio di Sollozzo, il suo rispetto per lui cresce. Sonny rappresenta la forza bruta, mentre Michael l'intelletto.
Ascoltando il piano di Michael per uccidere Sollozzo e McCluskey, Sonny si rende conto con stupore di quanto suo fratello sia in realtà pericoloso.
Hanno una relazione tossica e violenta. Non ricevendo dalla famiglia Corleone il rispetto che si aspetta, Carlo si sfoga picchiando Connie. Connie ne ha paura ma allo stesso tempo gli si sottomette. Carlo usa inoltre questa violenza come un'arma diabolica per attirare Sonny in una trappola.
Carlo picchia con la cintura la moglie incinta Connie per spingerla a chiamare il fratello Sonny, attirando quest'ultimo in una trappola mortale.
Sollozzo ha bisogno del potere politico di Vito per avviare il traffico di droga. Quando Vito rifiuta l'offerta, Sollozzo scatena una guerra spietata per distruggere la famiglia. Il loro scontro rappresenta la collisione tra i vecchi valori del mondo mafioso e il nuovo, redditizio ma corruttore mercato della droga.
Il rifiuto dell'offerta da parte di Vito, spiegando a Sollozzo che il narcotraffico distruggerebbe le famiglie e gli farebbe perdere gli amici politici, dà inizio all'intera guerra.
È la tradizionale ragazza italiana di cui Michael si innamora a prima vista e che sposa durante il suo esilio in Sicilia. Apollonia è il simbolo perfetto di purezza e devozione. Michael nutre per lei un amore profondo e protettivo. Tuttavia, questa relazione viene stroncata dalla tragica morte di Apollonia a seguito di un attentato organizzato dai nemici di Michael.
Michael guarda con affetto la giovane moglie mentre le insegna a guidare; tuttavia, con l'esplosione dell'auto, Apollonia perde tragicamente la vita.
Johnny è una celebrità viziata che ha perso l'antico successo a Hollywood e corre da Vito ogni volta che si trova nei guai. Vito a volte lo rimprovera duramente, dicendogli di comportarsi da uomo, ma con la responsabilità che gli deriva dall'essere il suo padrino ne salva la carriera a Hollywood, persino ricorrendo a sanguinose minacce.
Quando Johnny, in lacrime, gli racconta di non riuscire più a cantare, Vito lo scuote per il bavero urlandogli: 'Devi iniziare a comportarti come un uomo!'
Tom Hagen cerca di condurre una trattativa ragionevole e cortese con Woltz affinché venga assegnata una parte a Johnny Fontane. Quando Woltz lo sminuisce e lo insulta, Hagen se ne va in silenzio, affidando la questione ai metodi spietati della famiglia.
La mattina dopo aver cacciato Hagen da casa sua accusandolo di essere un mafioso, Woltz trova nel proprio letto la testa mozzata del suo amato cavallo da corsa.
Michael è a conoscenza fin dall'inizio del ruolo svolto da Carlo nella morte del fratello Sonny. Per anni lo tratta bene, facendogli credere di essere parte integrante della famiglia. Subito dopo aver consolidato pienamente il proprio potere ed essere diventato il padrino del figlio di Carlo, lo manda a morte a sangue freddo.
Michael, dopo aver convinto Carlo a confessare dicendogli che lo manderà semplicemente a Las Vegas, lo fa strangolare in auto da Clemenza.