
Sir Arthur Conan Doyle
Le avventure di Sherlock Holmes è una raccolta di fama mondiale di racconti polizieschi di Sir Arthur Conan Doyle, ambientata nella Londra della fine del XIX secolo. Segue le avventure del detective Sherlock Holmes, che risolve crimini grazie al suo intelletto e al ragionamento deduttivo, insieme al suo amico Dr. John Watson.
Un'implacabile battaglia intellettuale tra crimini singolari e bizzarri che turbano diversi strati della società – che le forze di polizia non riescono a risolvere con metodi convenzionali – e la straordinaria intelligenza dell'investigatore Sherlock Holmes, che ha dedicato le sue facoltà mentali a far luce su tali misteri.
Inghilterra; principalmente le strade affollate e animate di Londra, Baker Street, le stazioni ferroviarie, oltre a cittadine limitrofe, antiche tenute di campagna (come Stoke Moran) e fumerie clandestine.
Fine del XIX secolo, tardo periodo vittoriano (prevalentemente gli anni 1880).
Una Londra vittoriana nebbiosa, misteriosa e inquietante; un'atmosfera pervasa da strade bagnate illuminate da lampioni a gas, antiche dimore e vicoli degradati su cui incombe l'ombra oscura del crimine.
Presentata dal punto di vista del dottor John Watson come narratore in prima persona singolare (io). Un narratore affidabile, pieno di ammirazione ma privo della genialità di Holmes, che scopre gli eventi e gli indizi in contemporanea con il lettore.
Dietro i casi più insoliti e apparentemente impossibili o sovrannaturali si cela sempre una causa logica radicata nell'avidità umana. Attraverso un'osservazione metodica e scrupolosa e il collegamento di minimi dettagli (il metodo deduttivo), qualsiasi crimine, per quanto oscuro, può essere risolto.
La società vittoriana, dominata da rigide norme morali e nette divisioni di classe. Un contesto culturale plasmato dall'aumento della criminalità dovuto alla rapida urbanizzazione post-rivoluzione industriale, dall'ansia degli aristocratici di proteggere la propria reputazione a ogni costo e dai pericoli esotici portati dai britannici di ritorno dall'Oriente (come l'India).
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Il genio freddo e analitico di Holmes e la natura calorosa, pragmatica e umana di Watson creano un perfetto equilibrio. Watson è per Holmes un interlocutore indispensabile, un cronista e una cassa di risonanza. Sebbene Holmes si vanti spesso delle proprie doti, attribuisce un profondo valore alla presenza di Watson e fa affidamento su di lui nei momenti critici.
Holmes chiede il suo sostegno dicendo: «Senza il mio Boswell sono perduto. E questo caso promette di essere interessante. Sarebbe un vero peccato se ve lo perdeste».
Sebbene non vi sia un sentimento romantico esplicito, tra i due esiste un profondo rispetto intellettuale. Holmes vede la Adler come l'emblema della pura intelligenza e dell'astuzia. La Adler, dal canto suo, rimanendo sempre un passo avanti nonostante la fama di Holmes, distrugge per sempre l'atteggiamento condiscendente dell'investigatore nei confronti dell'intelletto femminile.
Alla fine del caso, Holmes rifiuta l'anello di smeraldo offerto dal re di Boemia, preferendo tenere soltanto la fotografia di Irene Adler, e da quel momento si riferirà a lei sempre come «La Donna».
In gioventù il Re ha vissuto un'appassionata storia d'amore con Irene, ma ragioni di rango lo hanno costretto a sposare un'altra nobildonna. Il temperamento audace e la risolutezza di Irene Adler suscitano nel sovrano un profondo timore, unito a un rimpianto intriso di ammirazione.
Il Re è disposto a tutto pur di recuperare le lettere e la fotografia, e dice della Adler: «Ha il viso della donna più bella e la mente dell'uomo più risoluto».
Lestrade sminuisce i metodi di Holmes considerandoli fantasiosi, ma in realtà dipende dal suo ingegno. Holmes si fa beffe della mentalità rigida e superficiale degli investigatori ufficiali, ma si dimostra generoso nel lasciare loro la fama e i meriti del successo.
Mentre Lestrade accusa l'uomo sbagliato, Holmes risolve il mistero e afferma la propria tranquilla superiorità con le parole: «Voi seguite i vostri metodi, e io seguirò i miei».
Il dottor Roylott sottomette la figliastra facendo leva sulla propria forza e sulla sua presenza terrificante. Per mantenere il controllo sull'eredità lasciata dalla madre delle ragazze, ricorre a metodi spietati e diabolici contro di loro. Helen vive nella disperazione, in un perenne stato di terrore nei suoi confronti.
Durante la sua visita, Helen Stoner mostra a Holmes i lividi lasciati dalle dita sul proprio polso, chiara prova delle violenze subite da Roylott.
John Clay, celando la sua straordinaria intelligenza e le sue abilità criminali, entra al servizio di Wilson come apprendista accettando deliberatamente una paga bassa. Manipola Wilson, un uomo ingenuo e ordinario, per mezzo di un'organizzazione fittizia creata con il pretesto assurdo del colore dei suoi capelli.
Mentre Wilson loda l'onestà del suo assistente, è in realtà del tutto all'oscuro del fatto che Clay stia scavando un tunnel dalla cantina del negozio verso la banca adiacente.
Windibank, pur di non perdere la rendita della figliastra Mary, di soli cinque anni più giovane di lui, ordisce un ripugnante inganno. Travestendosi (sotto l'identità di Hosmer Angel), fa innamorare la ragazza di sé e poi scompare nel nulla il giorno delle nozze, mettendo in atto un piano crudele destinato a vincolare per anni la fiducia della giovane negli uomini.
Mentre Mary Sutherland giura sulla Bibbia di rimanerli fedele, Windibank sfrutta spietatamente questa devozione a proprio vantaggio.
McCarthy sfrutta per vent'anni il segreto dei trascorsi da brigante di Turner in Australia (Black Jack di Ballarat), approfittandosi di lui e riducendolo quasi in schiavitù. Per liberare la figlia da questa famiglia di parassiti, Turner giunge infine al punto di compiere un omicidio.
Il vecchio Turner spiega il vero movente del delitto riferendosi a McCarthy: «Il pensiero che tutto ciò a cui tenevo al mondo dovesse finire sotto il controllo di un uomo simile mi faceva impazzire».
Sebbene Jones consideri Holmes un teorico stravagante, ne riconosce i successi passati. Holmes, dal canto suo, giudica Jones coraggioso ma lento di riflessi, e lo tiene al proprio fianco durante gli appostamenti come utile risorsa fisica.
Holmes definisce l'ispettore dicendo: «Non è un cattivo elemento, benché nella sua professione sia un autentico pasticcione. È coraggioso come un bulldog...».
Mentre la signora St. Clair ritiene il marito un onesto, ordinario e affettuoso padre di famiglia, l'uomo conduce in realtà una vita segreta, guadagnandosi da vivere in città travestito da mendicante. Neville ha un tale terrore di questo segreto che, per la vergogna, preferisce passare per un sospetto omicida piuttosto che rivelare la verità alla moglie.
Neville (imprigionato sotto le spoglie di Hugh Boone) afferma: «Avrei preferito la prigione, o persino la forca, piuttosto che lasciare che il mio ignobile segreto macchiasse la mia famiglia come un'onta incancellabile».