
Charles Dickens
Il celebre classico del 1859 di Charles Dickens, Racconto di due città, è ambientato a Parigi e a Londra prima e durante la Rivoluzione francese. L'opera ruota attorno all'oppressione dell'aristocrazia, al caos distruttivo della rivoluzione e a una toccante storia di amore e sacrificio che si dispiega durante questo processo.
Sul piano macroscopico, una lotta all'ultimo sangue tra l'aristocrazia oppressiva e le masse popolari che, dopo anni di soprusi, si trasformano in una spietata macchina di vendetta; sul piano microscopico, la lotta degli individui per affrancarsi da un passato oscuro, dai traumi e dalle eredità familiari per costruire, o tentare di costruire, una nuova vita fondata sull'amore e sulla compassione.
Londra, capitale d'Inghilterra relativamente protetta ma retta da un sistema giudiziario spietato e formalista; Saint-Antoine a Parigi, quartiere povero della Francia intriso di fame, miseria, rivolta e trasformato in un immenso bagno di sangue; e le nebbiose strade che si snodano tra le due città.
L'Epoca che ha inizio nel 1775 e abbraccia le terrificanti prime fasi della Rivoluzione francese nel 1792 e negli anni successivi, costituendo uno dei periodi più bui della storia.
Un'atmosfera cupa, tetra, intrisa di una tensione letale e di disperazione; un clima soffocante in cui si percepiscono costantemente sia la tirannia assoluta e crudele dell'aristocrazia, sia la rabbia assetata di sangue accumulata dal popolo prima e durante la rivoluzione.
Un narratore onnisciente in terza persona che osserva gli eventi dall'alto, inserendo riflessioni filosofiche, spesso malinconiche e caustiche, e trasmettendo l'ipocrisia della natura umana attraverso uno sguardo al contempo compassionevole e severo.
Nella società esiste un abisso insormontabile tra nobiltà e popolo; gli aristocratici detengono un potere assoluto sulla vita della gente comune, considerata priva di valore come le bestie. Domina la convinzione che il mondo esista solo per i padroni. Il prezzo di queste ingiustizie viene pagato quando le masse, esasperate dalla fame e dall'oppressione, si trasformano in un mostro incontrollabile che nessuna legge o autorità può arginare, imponendo le proprie leggi spietate.
In Francia, le masse ridotte alla miseria da tasse spropositate, dal sistema degli appalti delle imposte e dalla carestia si uniscono in segreto sotto la parola d'ordine 'Jacques', preparando la più grande esplosione sociale della storia. In Inghilterra, invece, si osserva una struttura quotidiana conservatrice, dove le esecuzioni capitali sono seguite come spettacoli popolari e domina la ricerca della forza bruta e della ricchezza, pur entro confini ben definiti.
I personaggi sono disposti a intervalli regolari su un cerchio; clicca sulle linee per scoprire il tipo di relazione e la sua dinamica.
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L'amore incondizionato della figlia è la forza più potente che ancora alla realtà la mente traumatizzata del padre; tra loro esiste un legame profondamente sacro e terapeutico.
Quando Lucie entra nella stanza buia e suo padre solleva il capo dal banchetto da calzolaio, la ragazza non prova alcun ribrezzo, ma lo abbraccia cingendogli il collo e stringendolo al petto.
È una relazione armoniosa fondata su un profondo rispetto, lealtà e spirito di sacrificio; Darnay fa tutto il possibile per preservare la serenità della famiglia Manette.
Seduto sotto il platano a Londra, Charles Darnay dichiara di amare Lucie con devozione, più della sua stessa vita, come si ama un angelo che rende completa l'esistenza del Dottore.
Nonostante una straordinaria somiglianza fisica, sono all'opposto per indole e carattere; l'uno incarna una vita retta e virtuosa, l'altro un potenziale sprecato e un senso di totale indegnità.
Guardandosi allo specchio, Carton ammette di odiare Darnay proprio perché vede in lui la versione nobile e brillante di ciò che avrebbe potuto essere la sua vita.
Carton vede Lucie come un orizzonte lontano, una salvatrice sacra e irraggiungibile, ed è sempre pronto a sacrificare la propria vita sprecata per la donna che ama.
In lacrime, Carton prega Lucie di custodire il suo segreto anche nel momento del suo massimo degrado e le promette che darebbe la vita in qualsiasi momento per la famiglia che lei costruirà in futuro.
Lorry, fidato banchiere, dimostra un'infinita pazienza dinanzi ai traumi del Dottor Manette, fungendo da pilastro incrollabile che lo mantiene saldo al mondo esterno e alla concretezza quotidiana.
Durante i nove giorni della crisi in cui il Dottore torna ossessivamente a fabbricare scarpe, Mr. Lorry non si allontana mai da lui e, con estremo rispetto e delicatezza, cerca di sincerarsi della sua salute mentale.
Entrambi sono forze trainanti della rivoluzione, ma l'inflessibile e letale determinazione di Madame Defarge, nutrita da una sete inestinguibile di vendetta, soffoca costantemente ogni residuo di pietà del marito, costringendolo alla sottomissione.
Madame Defarge, quando percepisce le esitazioni del marito mentre lavora a maglia, gli dice con tono di rimprovero che deve sempre custodire dentro di sé la tigre e il diavolo.
Mentre Darnay odia la crudele e privilegiata aristocrazia incarnata dallo zio e rompe i legami con essa, il Marchese considera il nipote un traditore dell'ordine costituito e un pazzo; riconciliarsi tra loro è impossibile.
Quando Charles Darnay, durante la cena al castello, rifiuta l'intera eredità e dichiara che andrà a guadagnarsi da vivere in Inghilterra con il proprio sudore, il Marchese lo respinge con velata ironia e disprezzo.
Mentre Stryver si mette in mostra nei tribunali con la sua presenza appariscente e la forza bruta, è Carton a preparare il vero lavoro d'ingegno e le cause legali; benché si tollerino a vicenda, in fondo regna tra loro una reciproca noncuranza.
Lavorando accanto al camino alle tre del mattino, Stryver elogia se stesso come il leone risolutore e definisce Carton come lo sciacallo opaco che sbriga tutto il lavoro senza mai farsi vedere.
Essendo stato il servitore del Dottore, Defarge prova per lui una rispettosa compassione e, una volta liberato, lo protegge dal pericolo nella soffitta, pur non esitando a trasformare questa situazione in uno 'spettacolo' a beneficio della rivoluzione.
Anche quando espone il Dottore nella soffitta come una bestia ai compagni rivoluzionari scelti affinché serva da monito, Defarge gli si avvicina con grandissima cautela.
Miss Pross è come uno scudo incrollabile e geloso che vede ogni pretendente attorno a Lucie come un nemico, annullando la propria vita per il bene di lei.
Miss Pross sottolinea con ostinazione in ogni occasione che solo suo fratello è degno di Lucie, da lei chiamata 'uccellino', e che nessuno a questo mondo, compreso il signor Lorry, la merita.